Tanto gentile e tanto onesta pare

Questa è l’introduzione dantesca al sonetto. Occorre fare attenzione al contesto urbano in cui si inserisce la lirica:

Questa gentilissima donna, di cui ragionato è ne le precedenti parole, venne in tanta grazia de le genti, che quando passava per via, le persone correano per vedere lei; onde mirabile letizia me ne giungea. E quando ella fosse presso d’alcuno, tanta onestade giungea nel cuore di quello, che non ardia di levare li occhi, né di rispondere a lo suo saluto; e di questo molti, sì come esperti, mi potrebbero testimoniare a chi non lo credesse.
Ella coronata e vestita d’umilitade s’andava, nulla gloria mostrando di ciò ch’ella vedea e udia. Diceano molti, poi che passata era: “Questa non è femmina, anzi è uno de li bellissimi angeli del cielo”. E altri diceano: “Questa è una maraviglia; che benedetto sia lo Segnore, che sì mirabilemente sae adoperare!”.
Io dico ch’ella si mostrava sì gentile e sì piena di tutti li piaceri, che quelli che la miravano comprendeano in loro una dolcezza onesta e soave, tanto che ridicere non lo sapeano; né alcuno era lo quale potesse mirare lei, che nel principio nol convenisse sospirare.
Queste e più mirabili cose da lei procedeano virtuosamente: onde io pensando a ciò, volendo ripigliare lo stilo de la sua loda, propuosi di dicere parole, ne le quali io dessi ad intendere de le sue mirabili ed eccellenti operazioni; acciò che non pur coloro che la poteano sensibilemente vedere, ma li altri sappiano di lei quello che le parole ne possono fare intendere. Allora dissi questo sonetto, lo quale comincia: Tanto gentile.

Lo spazio della poesia è lo spazio urbano. Le vie della città di Firenze, dove uomini e donne circolano (più o meno) liberamente. Qui, i percorsi non sono vincolati dalla struttura della corte, ma le occasioni di incontro fra gli socnosciuti sono limitate e occorre sempre qualcuno che funga da intermediario per incontrarsi (almeno la prima volta).

Pubblicato in data 07/set/2013 su Youtube
Dante (1265-1321), Vita Nova, Tanto gentile e tanto onesta pare
Voce: Pietro Tartamella
Musica: Anon. Corranto, FVB 201
Tastiera: Aldo Bova

Questo è il testo:

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
4e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
8da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
11che ’ntender no la può chi no la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
14che va dicendo a l’anima: Sospira.

Spiegazione:
Gentile è da intendersi come nobile, termine tecnico del linguaggio cortese; onesta, è un latinismo ed è sinonimo,ma nel senso del decoro esteriore.
Pare non vale già sembra, e neppure soltanto appare, ma appare evidentemente, è o si manifesta nella sua evidenza. Questo valore di pare ricompare nella seconda quartina e nella seconda terzina, cioè, in posizione strategica, in ognuno dei periodi di cui si compone il discorso del sonetto.
Donna ha esclusivamente il suo significato originario di signora (domina)’; è ancora il termine provenzale, ma è cambiato di significato. Non è più rivolto ad una donna considerata signora perché superiore di grado, sia nel mondo della poesia, sia nella vita quotidiana, in quanto moglie del feudatario.
mostrare / Mostrasi è una coblas capfinidas, forma provenzale per eccellenza in cui il verso ha per prima parola (cap) l’ultima (finidas) del verso precedente. Mostrasi va inteso come sinonimo di “pare”: mostrasi cioè si manifesta nella propria evidenza. Benignamente d’umiltà vestuta significa “vestita di benevolenza”, metafora che vuole indicare che Beatrice (Breatrix, cioè beatitudine actrix, attrice, cioè che porta, che fa, beatitudine) “esternamente atteggiata alla sua interna benevolenza” (Contini).
Spirito (anche nella variante spirto) è un termine tecnico della filosofia, e personifica, cioè rende nella sua concretezza un’attività vitale, un’emozione.
il tema del “saluto”, visto anche nelle altre scuole poetiche, diviene centrale nello Stilnovo in quanto segnale della benevolenza della donna.Nel contetso borghese cittadino, il saluto, forma di cortesia, è anche segnale di rapporti interni, di legami sociali di vario titolo (parentela, affiliazione, famiglia, relazione sentimentale) e quindi importante, in una cultura che, almeno in parte, è una cultura della vergogna (shame culture).
il verso ch’ogne lingua deven tremando muta è un riferimento esplicito ad un sonetto di Guido Cavalcanti, Chi è questa che ven che fa tremare (vv. 3-4: “che parlare | null’omo pote”). La paura impedisce alla lingua di muoversi e quindi all’uomo di parlare. Qui, grazie al suo valore iperbolico (esagerazione), sembra quella di chi si trova di fronte a qualcosa di “inaudito ed indescrivibile”, quasi “sovrumano”.
Il passaggio dagli occhi al cuore è tipico della produzione amorosa cortese, e si radica sia nella scuola siciliana che in ambito stilnovistico. Il chiasmo ai versi 8-9 (miracol/mostrare X Mostrarsi/mira) con legame etimologico e la sineddoche di labbia che sta per “volto” sono elementi checontraddicono, almeno in parte, la semplicità di lettura indicata da Dante stesso.

Commento:
Quali elementi la lirica riprende dalla poetica provenzale?
i termini “gentile”, “onesta”, “pare”, “donna”.
Quali elementi riprende dalla Scuola siciliana?
la mediazione degli occhi nel rapporto fra donna e uomo.
Ma l’attenzione della lirica è tutta spostata verso l’uomo, mentre la donna appare di sfuggita, sempre vista o udita da altri.
Dante, inoltre, sottolinea un elemento fondamentale: l’esperienza d’amore non è (solo) un fatto individuale, ma acquista una sua propria oggettività ed universalità, cui si ricollega la missione salvifica di Beatrice

Un’analisi del celebre brano dantesco su prezi.com:

L’interpretazione di Giorgio Albertazzi, in una puntata di Carosello negli anni ’60:

Risorse:
Un’analisi del sonetto dantesco su fare letteratura
Un’altra analisi su Oilproject

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